C’era una volta Hollywood. Poi Bollywood. Ora Nollywood.
Stamattina stavo pensando alla Nigeria. Voi direte: il giorno della befana non hai altro per la testa che un Paese non ben localizzato nel cuore del nulla africano? Appunto per questo. Mi è venuta in mente la Nigeria perché un tempo ero fissata con la geografia internazionale e studiavo posizione, capitale e morfologia di ogni nazione. Stamattina ho realizzato che non ricordavo né dove fosse, né il nome della città principale. Non devo essere l’unica, immagino. Eppure è un paese che di risorse ne ha tante, e che nel giro degli ultimi anni fa concorrenza alla magnificente produzione cinematografica di Stati Uniti e India.
Nollywood, la chiamano. La terza industria del film del mondo, con un giro d’affari che secondo la CNN tocca i 250 milioni di dollari e una distribuzione di circa 200 home video al mese. Niente studios fantascientifici. Appartamenti, uffici, alberghi come set delle riprese. Predilezione per il formato video, più economico. Lagos, Abuja, Enugu le città in cui si sviluppa la produzione. Tematiche che ruotano attorno ai grandi dilemmi della vita, del disagio sociale, dei problemi dell’Africa contemporanea. Si parla di fede cristiana, islamica, evangelica, e della loro commistione nel quotidiano. Insomma, i costi sono ridotti ai minimi termini per chi produce e così il prezzo di un DVD è di soli due dollari, il che rende il prodotto assolutamente fruibile dalla maggioranza della popolazione nigeriana. Vengono lanciati fino a 2.000 film ogni anno, circa trenta nuovi titoli alla settimana e di ognuno si vendono mediamente 50.000 copie. Regno del digitale e post-produzione fatta al computer. E appena è disponibile una nuova tecnologia, loro sono i primi a farla propria.
Alla faccia del terzo mondo.