Voglio prendere per un secondo le distanze dalla più stretta cronaca del terremoto di Haiti per raccontarvi una barzelletta triste.
Ieri Pat Robertson, televangelista americano seguitissimo, era in tv per promuovere la campagna di aiuti in favore della popolazione haitiana; secondo lui Haiti sarebbe stata flagellata dalla natura perché oltre 200 anni fa stipulò un patto con il diavolo per liberarsi dalla dominazione francese.
La risposta non è tardata ad arrivare. Viene da Hans Mardy, un giovane haitiano dell’Haitian American Relief Committee.
“…Ieri sera hai detto che noi haitiani, che i nostri padri hanno fatto un contratto, un patto con il diavolo, e che per questo Haiti è stata colpita da questa catastrofe. Voglio tornare indietro alla storia. I miei padri sono stati portati ad Haiti dall’Africa e hanno vissuto 300 anni in schiavitù. E alla fine hanno deciso di dire basta. Hanno combattuto per la libertà. Hanno spianato la strada della libertà per i loro figli. Non bisogna pensare che per il colore della pelle si possa essere schiavi di qualcun altro. Se dici di essere un uomo di Dio, amico mio, non potrai dire che per Dio un altro uomo possa essere ridotto in schiavitù. Non abbiamo fatto alcun patto con il diavolo. È per il nostro duro lavoro che Haiti è cambiata, è cambiato il modo in cui la gente lavora. Un tempo qui esisteva il free work force: ti guardavano in mezzo alla strada, guardavano il colore della tua pelle e ti imponevano di lavorare gratuitamente. Questo era il sistema. Ed è grazie ai miei padri che tutto questo è cambiato, oggi. Haiti ha giocato un ruolo nel panorama mondiale. E tu non puoi dimenticarlo. E non puoi togliercelo. Dici che abbiamo un patto col diavolo? No, amico mio, noi abbiamo avuto la libertà da Dio. Perché Dio ci ha creati tutti uguali. Noi combatteremo. Vedo morire i miei fratelli e le mie sorelle… hanno tirato fuori dalle macerie una bambina di 13 anni, ha detto “so che mia zia è morta”, e le hanno chiesto “avevi paura?” e lei ha detto “NO! Non avevo paura. Perché io non morirò.” Amico mio, sono qui per dirti che Haiti non morirà. I nostri fratelli e le nostre sorelle, il loro sangue è sparso sulle strade. Ma Haiti non morirà. Sopravviveremo, grazie alle persone che credono che Dio ci ha creati tutti uguali.”
Dimostrazione che il radicalismo religioso di un cristiano come Pat Robertson non differisce molto nella sostanza da quella di un muallah talibano. Haiti non morirà.